Il primo passo: un camper come casa

Eccoci qui, abbiamo lasciato casa per vivere sul nostro camper da quasi due settimane, e mi sembra passata una vita da quando ho scritto lo scorso articolo sulla compravendita della cucina.

Quanto ci spaventa l’ignoto quando non sappiamo cosa aspettarci! Quanto è fisiologico, prima di un grande salto, riguardarsi indietro per capire se davvero vogliamo lanciarci oppure è tutto un grande sbaglio!

Staremo facendo la scelta giusta? Non è che è una follia come cercano di dirci i nostri parenti da quando abbiamo manifestato al mondo la nostra decisione? E se poi ce ne pentiamo? E se .. e se .. e se..?

… E una volta che il passo lo facciamo per davvero, e ci sentiamo così bene nella nostra nuova prospettiva di vita, ridiamo sopra alle indecisioni e alle angosce che ci hanno tormentato.

A me è successo che non mi sono mai sentita così bene nei miei panni, che ho visto i miei bambini accettare con gioia e tranquillità la nuova quotidianità nei piccoli spazi interni e nei grandi momenti di vita all’aperto, che più passano i giorni più ho voglia di cominciare a muoverci. Anche se in verità il viaggio che desideriamo è già cominciato.

Sì, perché ora ci siamo posizionati con il nostro camper in una cittadina vicino alla nostra vecchia casa, la quale non è ancora del tutto sgombra dei nostri oggetti personali. Ci siamo prefissati come data di partenza dalla Valtellina il primo di novembre, o il 2, dopo i festeggiamenti per Halloween, festa a cui noi non teniamo particolarmente, ma che Federico vorrebbe tanto celebrare con tutti i suoi amici, per salutarli.

Così ora siamo a Morbegno, tra un parcheggio sterrato all’entrata di un bellissimo parco naturale sul fiume Adda, e l’area di sosta per camper cittadina. E stiamo godendo di questo bellissimo ottobre, vivendo con pienezza, e non in attesa, questo mese che è sempre stato il mio preferito (forse perché ci sono nata): è il momento delle vendemmie, del raccogliere castagne e noci, dell’esplosione di colori dalle mille sfumature nei boschi e sulle montagne, degli ultimi pomeriggi lunghi al parco con un sole che ancora scalda.

E’ il momento di fare scorte per il freddo che verrà, e anche noi a nostro modo stiamo facendo scorte, scorte di ricordi: ricordi di luoghi, persone, situazioni, odori, suoni e sapori; per partire senza amarezze, rancori, rimorsi o rimpianti, ma lasciando un luogo che amiamo salutandolo con un caldo abbraccio.

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