Va dove ti porta il cuore: Capo de Gata

Oggi è il primo dicembre ed esattamente un mese fa partivamo per il nostro viaggio.

Catapultarsi in una vita nomade è stato più complesso di quanto mi aspettassi. Non è la prima volta che viaggiamo per lunghi periodi in camper e ci allontaniamo dai nostri affetti, ma il fatto di non avere più una casa in cui tornare ha smosso molte sicurezze emotive.

Ora il camper è la nostra casa, e ci stiamo tutti molto bene, ma lasciarsi alle spalle un grande pezzo di vita vissuto in luoghi conosciuti, prevedibili, rassicuranti, e razionalizzare la nuova realtà in cui ogni giorno tutto è nuovo e da scoprire richiede del tempo.

Da quando siamo partiti le nostre tappe e il nostro percorso sono dettati da decisioni prese sul momento, ragionati pensando a come stiamo, a cosa vogliamo fare, alla linea immaginaria che stiamo tracciando sulla cartina geografica e alle condizioni meteorologiche del luogo che abbiamo in mente.

Prima di partire i nostri programmi erano totalmente diversi: avevamo deciso di viaggiare fino alla Spagna settentrionale, per poi puntare a sud e prendere il traghetto per il Marocco a metà novembre, tornando poi in Spagna per il periodo natalizio.

Come avrete potuto leggere dagli scorsi articoli le cose sono andate in modo molto diverso: istintivamente abbiamo cercato la costa, il mare, il clima mite della Catalogna, anche dovendo scappare dalle perturbazioni che si abbattevano sulla Francia durante le prime settimane di novembre. Abbiamo riprovato a entrare nell’entroterra spagnolo visitando qualche cittadina subito dopo il confine francese, ma la spiaggia e la tranquillità della vita marittima ci hanno di nuovo richiamato verso la sabbia e l’acqua.

Per noi, passare molte giornate su spiagge quasi deserte, lontano dalla vita cittadina, raccolti nella nostra piccola comunità famigliare, oziando ed esplorando a piccoli passi la natura che avevamo intorno, è stato fondamentale per metabolizzare il grande cambiamento che si sta svolgendo nelle nostre vite, per masticarlo, digerirlo e sentirlo nel corpo come una condizione ordinaria.

E questo processo è ancora in corso; non a caso infatti il nostro viaggio ci ha condotti prima del previsto in un luogo che ha nel nostro cuore un posto speciale: il parco naturale di Capo de Gata, sulla punta sud orientale della Spagna andalusa.

Il parco naturale di Capo de Gata è una striscia di costa che alterna stupende spiagge a vallate rocciose, piccoli paesi di case bianche e una natura selvaggia. Ci siamo stati per la prima volta cinque anni fa, durante il nostro primo viaggio in camper, e da quel momento è stato una tappa obbligata ogni volta che siamo venuti in Spagna. Ogni anno le sue spiagge hanno saputo regalarci momenti intensi ed esperienze che ci hanno segnato per arrivare a fare scelte importanti nelle nostre vite.

Il primo anno la spiaggia di Monsul ci ha insegnato la bellezza dello stare, dell’essere presenti in un ambiente naturale maestro, la lentezza del vivere con il movimento del sole e della luna.

Il secondo anno la Playa Playazo ci ha rivelato l’importanza dell’apertura verso gli altri, il valore del cercare legami e amicizie con le persone che, come noi, sono viaggiatrici per un mese, un anno o un giorno, e che in quel momento stanno condividendo con noi un tempo e uno spazio comuni.

Il terzo anno La Isleta del Moro e la Playa Los Genoveses ci hanno fatto capire l’importanza della comunità nella vita quotidiana, il ruolo fondamentale che le relazioni spontanee e sincere hanno per la felicità della nostra famiglia. Abbiamo davvero capito e fatto nostro il senso della frase ” Per crescere un figlio ci vuole un villaggio” grazie al tempo passato con quattro famiglie stupende, provenienti da ogni parte d’Europa.

Questo quarto anno il parco ci sta regalando la tranquillità di un luogo famigliare, ricco di ricordi e belle emozioni, in cui rilassarci dopo le avventure delle ultime settimane. Qui ci sentiamo a casa in questo momento abbiamo bisogno di sentirci coccolati .

Perciò abbiamo deciso di fermarci qui ancora un po’, finché ci andrà, finché ci sentiremo pronti per ripartire all’esplorazione di territori sconosciuti e alla ricerca di nuove avventure.

1 pensiero su “Va dove ti porta il cuore: Capo de Gata”

  1. Dear Friends !
    I feel honored to have met you 🙏 I will with pleasure follow you here .. on your exploration of life and love. Thank you for sharing .. and for your beautiful photos and poetic words
    💖
    Sufi

    "Mi piace"

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