La versione integrale non edulcorata

Dall’ultimo articolo sono passati dieci giorni, quattro tappe del nostro viaggio e circa quattrocentocinquanta chilometri di strada percorsi.

Tanto ci sarebbe da raccontare: per ogni luogo in cui sostiamo tante parole mi piacerebbe spendere per narrare le piccole grandi sfumature attraverso le quali noi lo viviamo.

Vi racconterei di Figueres e di come io e Federico abbiamo vagabondato per il Museo – Teatro di Salvador Dalì, e di come sia stato interessante per me visitare insieme a mio figlio la sua prima galleria d’arte; o della lunga passeggiata intorno al castello di San Ferran, con la sua cinta muraria di oltre tre chilometri, che abbiamo percorso ignari di dove ci avrebbe portato e che poi ci ha regalato l’incontro con un bellissimo branco di daini.

Mi piacerebbe raccontarvi dei primi giorni di mare a Torrenostra, sulla costa valenciana, delle onde, della sabbia, del fuoco e della luna che abbiamo visto sorgere dal mare e che abbiamo ritrovato la mattina seguente ancora in cielo ad aspettarci.

Vi spiegherei delle tre ore passate al museo di scienze di Valencia, delle mille installazioni interessanti viste e di quando, non so bene come, ne siamo usciti con un bambino vestito da Spiderman e l’altro con indosso insieme alla felpa solo un paio di boxer, calze alla tirolese e scarponcini, ma tutti contenti.

Vi racconterei di Cullera, un enorme parcheggio a sud di Valencia dove nel periodo invernale migrano, come uccelli alla ricerca del caldo, centinaia di camperesti provenienti da Francia, Germania, Inghilterra e nord Europa, che si ritrovano lì, in una delle tante zone balneari delle coste spagnole che in inverno diventano degli ammassi di edifici vuoti e di strade deserte; e della nostra vicina tedesca al suo primo viaggio alla ricerca del caldo, che insoddisfatta puntava alle Canarie per una seconda estate.

Vi incanterei descrivendovi la perla che abbiamo scovato vicino alla città di Cartagena: un parco naturale ricco di vita animale e vegetale e con particolari dune “fossili”, in continua trasformazione e mutamento. Abbiamo incontrato bruchi impollinatori, lepri, rosmarino selvatico e un gregge di pecore con i loro fidi pastori, un umano e un cane. E pace e silenzio.

E ancora e ancora e ancora quante bellezze si incontrano quando si viaggia!

Ma c’è un MA. Anzi piuttosto che un MA preferisco dire che c’è anche un AL CONTEMPO.

È facile quando si parla della vita in viaggio raccontare il lato raggiante dell’avventura, quella del divertimento, della scoperta, dell’incontro con le novità. E invece non è altrettanto divertente mettere a nudo le fragilità, gli sballottamenti emotivi, i terremoti interiori che si creano quando si decide di intraprendere una strada come la nostra. Ma poiché non amo i racconti edulcorati e voglio che della storia si narri anche la parte ombrosa, vi voglio raccontare anche quest’altra avventura che io, Daniela, sto vivendo.

Insieme alle tante emozioni stupende che sto passando insieme alla mia famiglia fanno capolino le paure, le incertezze e le ansie date dalla mancanza di punti di riferimento fisici ed emotivi che in una vita “ordinaria” si danno quasi per scontate: dalla farmacia in cui comprare dei fermenti lattici a una persona cara a cui confidare il proprio stato emotivo e chiedere consiglio guardandosi negli occhi. Tutte le piccole grandi routine che si hanno durante le giornate di lavoro e di scuola, gli appuntamenti settimanali in palestra, il cenone annuale con i coscritti, danno sicurezza, e si vive pensando di sapere cosa aspettarsi, anche se il destino smentisce sempre un po’ con accadimenti inaspettati e cambiamenti piccoli e grandi nelle nostre vite, voluti o non.

Nel nostro presente la grande base sicura che abbiamo siamo noi quattro, la nostra Vicky, e il nostro camper Icaro; tutto il resto lo costruiamo momento dopo momento, seguendo il flusso che la nostra libertà di movimento ci regala. A volte mi chiedo: è possibile vivere per sei mesi in questo modo? E un anno? E una vita? Non ho queste risposte, e le avrò solo nel momento in cui il futuro sarà diventato il mio presente.

Così, mentre vedo i miei cuccioli sempre più in sintonia con il nostro nuovo stile di vita, e Tomas finalmente rilassato dopo mesi di duro lavoro e preparazione frenetica, mi spetta il compito ora di lavorare su di me per vedere con chiarezza gli ostacoli emotivi che ci sono sul mio percorso e che mi fanno procedere con difficoltà, spostarli a bordo strada e rendere il mio sentiero di nuovo libero.

3 pensieri su “La versione integrale non edulcorata”

  1. DANI ADORO I TUOI RACCONTI ,VIVÒ UN PO’ INSIEME A VOI QUESTO VIVERE FATTO DI LIBERTÀ E ASSENZA DI TANTE COSE A CUI SIAMO ABITUATI.
    CONCORDO CON LE TUE RIFLESSIONI E GIOISCE PER LE COSE BELLE CHE STATE FACENDO TUTTI INSIEME.
    UN CARO ABBRACCIO.

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  2. Condivido questa tua bella riflessione Dani!
    Ultimamente sto pensando molto anche io a questa versione integrale del viaggio, a queste zone d’ombra che spesso e volentieri non condividiamo con gli altri ma ci teniamo dentro quasi ne avessimo vergogna: eppure sono difficoltà inevitabili. Quello che mi ripeto quando incontro questi momenti meno rosei è una frase che mi hai detto tu stessa anni fa quando ero in Cina e che mi si è appiccicata dentro: goditi ogni istante, anche quelli brutti.
    Vi ammiro molto per il viaggio che avete intrapreso. Anche se sono distante, vi sono vicina con il pensiero! ❤️

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    1. Ciao Raffa!! Ho visto ora i commenti!
      È bello sentire vicino a noi il cuore delle persone a cui teniamo, ci dà forza.
      Perciò grazie! Un abbraccio forte!!

      Ciao Marta! A me lo scrivere questo blog serve anche molto a esternare le mie emozioni e rielaborarle, belle e brutte, e penso che se posso essere di aiuto a persone che sono nella mia situazione e provano sensazioni simili alle mie, ne sono felice!
      Inoltre non mi sentirei sincera a idealizzare la nostra esperienza come qualcosa di strabiliante senza lati negativi, come ogni scelta porta pro e contro, ma ci sta tutto! Altrimenti cosa impareremmo !
      Anche io ammiro le tue scelte e il tuo viaggiare indipendente! Buon sangue non mente!
      Un bacione!!

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